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Da Bach ai Jethro Tull

Due stelle del flauto traverso si incontrano. Ian Anderson, l'uomo che ha reso popolare il flauto nel mondo del rock guidando i leggendari Jethro Tull e Andrea Griminelli, affermato flautista in tutto il mondo che sa stare con disinvoltura al fianco di Pavarotti, Zubin Mehta o Sting, hanno tenuto numerosi concerti in Italia.

Il progetto "Da bach ai Jethro Tull" è stato ideato da Itullians, il fan club italiano dei Jethro Tull (gruppo di rock "colto" inglese, sulle scene dal 1968, oltre 60 milioni di copie vendute), e da GlobArt di Reggio Emilia e riprende un esperimento compiuto nel settembre del 2001 a Reggio Emilia, quando Anderson si esibì al Teatro Valli, ospite del Festival MUSICARE , insieme all' orchestra russa "Mariinsky Young Chamber Orchestra": appena tre brani dal repertorio dei Tull, ma sufficienti a far intuire le grandi potenzialità del duo. Lo spettacolo che è stato portato in scena in numerosi Teatri italiani,  si sviluppa in due parti: una più classica, nella quale sarà Anderson ad essere ospite di Griminelli, ed una legata alla musica dei Jethro Tull, rivisitata con partiture orchestrali e impreziosita dagli interventi di Griminelli al flauto. Insieme all'Orchestra classica che di volta in volta accompagnerà i solisti,  sarà sul palco il trio "rock" composto da Andy Giddings (tastiere), James Duncan (percussioni) e Kit Morgan (chitarra e basso), a testimonianza di una volontà precisa di contaminare emozioni differenti, proprio come facevano i Jethro Tull quando, negli anni Settanta, eseguivano in concerto il secondo movimento della Nona sinfonia di Beethoven.
Se Griminelli ha dimostrato spesso di saper unire la sensibilità interpretativa dei classici ad una visione della musica più aperta alle influenze di ogni genere, per Ian Anderson questi concerti rappresentano il coronamento di un lungo "corteggiamento" alla musica classica. Già nel 1969, infatti, il suo flauto contaminò la celebre Bourrée di Bach mostrando come generi diversi potessero trovare un equilibrio nuovo sulla spinta della fantasia e della sperimentazione. Negli anni Anderson ha affinato la sua tecnica flautistica che, dall'approssimazione sperimentale degli esordi, è maturata in una consapevolezza stilistica molto personale.
Le tappe fondamentali nel rapporto fra Anderson e la musica classica sono sostanzialmente tre: in primo luogo il lavoro a stretto contatto con David Palmer, arrangiatore, compositore e direttore d'orchestra diplomato al Trinity College e successivamente entrato nella Royal Academy of Music di Londra; nel 1985 Palmer pubblicò il disco "A Classic Case", un omaggio alla musica dei Jethro Tull, dirigendo la London Symphony Orchestra e ospitando il flauto di Anderson. I Jethro Tull parteciparono poi nel 1985 a Berlino alle celebrazioni dei 300 anni dalla nascita di J.S. Bach, eseguendo il concerto per doppio violino con strumenti elettrici. Più recentemente (1995), per la collana di musica classica della EMI, Anderson ha pubblicato un cd di musica per flauto e piccola orchestra ("Divinities") ispirato alle religioni.


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